La sorgente dell’Elefante Bianco a Valstagna non è solo una grotta; è un banco di prova per i limiti umani. Dopo anni di sogni, rinvii meteorologici e una pianificazione meticolosa, il team guidato da Bartłomiej Pitala ha portato a termine nel febbraio 2026 una delle esplorazioni subacquee più profonde e significative mai realizzate in Italia, raggiungendo la sbalorditiva profondità di -292 metri.
Un progetto a lungo termine: dal 2023 al record
L’impresa non è nata dal nulla. Il legame tra il team polacco e il Veneto risale al 2018, ma è nel 2023 che l’idea di superare i “limiti inviolabili” dei maestri del passato è diventata concreta.
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2024: Nonostante la visibilità ridotta (3-5 metri), Pitala aveva raggiunto i -227 metri, fermandosi sull’orlo di un enorme pozzo senza toccarne il fondo.
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2025: Un anno di stop forzato. La grotta ha “rifiutato” l’accesso a causa di piogge incessanti, costringendo il team a pazientare e affinare procedure e attrezzature.
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Febbraio 2026: Il ritorno. Nonostante un inizio d’anno incerto tra neve e pioggia, il team ha trovato la finestra perfetta.
La cronaca del tuffo finale: 8 ore nell’oscurità
Il giorno del record la macchina organizzativa era perfetta. Ogni dettaglio era scritto su una lavagna, perché a certe profondità l’emozione non deve offuscare la lucidità.
Ore 11:05 – La discesa Bartłomiej inizia la discesa con Tomasz Wciórka. Arrivati a -40 metri, Pitala prosegue da solo. In pochi minuti di “discesa espressa” raggiunge il mulinello lasciato a -235 metri nella precedente immersione.
L’ignoto e il Quinto Pozzo Oltre i 235 metri, il corridoio prosegue verso nord per oltre 100 metri, scendendo lentamente. Poi, l’improvvisa apparizione: una nuova verticale, il quinto pozzo. Una fenditura larga diversi metri che precipita nel buio. Pitala non esita:
“250… 260… 270… 280 metri, e il fondo non si vedeva ancora.”
Solo dopo aver superato i -280 metri appare il profilo del fondo, cosparso di enormi frammenti di roccia. Il computer segna -292 metri. Un risultato incredibile che sposta l’esplorazione dell’Elefante Bianco in una nuova dimensione.
La risalita e il supporto Dopo aver fissato il mulinello sul fondo, inizia la lunga risalita. A -120 metri l’incontro con Tomek, poi l’assistenza di Bartosz Zdziebel e Luca Cavicchioli per le lunghissime ore di decompressione, con il coordinamento in superficie di Michał Sojka. Alle 19:12, dopo otto ore di immersione e ormai al buio, Bartłomiej riemerge accolto dal team e dagli amici del GGG Gruppo Grotte Giara Modon.
Sulle orme dei giganti
Questa esplorazione non è solo un numero su un computer. È il passaggio del testimone di una “staffetta” subacquea iniziata decenni fa da leggende come Luigi Casati e Olivier Isler. Pitala ha saputo attendere, rispettando i tempi della grotta: “Forse la grotta ci ha impedito di continuare nel 2025 per darci il tempo di prepararci, affinare l’esperienza e le attrezzature per completare questa missione in sicurezza.”
Presto un documentario
L’intera spedizione è stata documentata giorno per giorno da Andrea e Matteo Mescalchin, che hanno raccolto immagini spettacolari sopra e sotto l’acqua. Presto sarà disponibile un film che permetterà a tutti di vedere ciò che finora solo Bartłomiej e il suo team hanno potuto ammirare a quasi 300 metri di profondità.
